Biografia

Marco Eclettico nasce a Milano in un primaverile pomeriggio del novembre 1975.
Di padre e madre alpinisti mostra subito un vivido interesse per il mare, che abbandonerà però a due anni, dopo avere visto un’alga assassina uscire dall’acquario e mimetizzarsi nel frigorifero al posto della lattuga, e non trovandosi comunque d’accordo con la legge di Archimede.
Supera brillantemente le scuole elementari, dove dal primo giorno frequenta la classe quarta.
Costretto però a seguire il regolare corso di studio si fa notare per il pestaggio dell’insegnante, che diventa subito amica di famiglia e campionessa regionale di boxe, per risolvere con 12 pagine di conti un esercizio di matematica sulla somma di due addendi, e per vincere la medaglia d’oro in tutte le gare di tabelline.
Si scopre solo più avanti che i disturbi della personalità e la forte propensione per la matematica sono dovute all’ingestione di una calcolatrice elettronica all’inizio del primo anno.
Durante gli anni delle scuole medie si dedica allo studio del violino; vista la giovane età e il non ancora completo sviluppo della mano i risultati sono tardivi, e i suoni emessi dallo strumento sono per lo più strazianti; il gatto fugge ben presto di casa, i bambini del quartiere manifestano improvvise crisi epilettiche e la dentiera della nonna va in frantumi tre volte.
Non demoralizzato da questi primi segni di difficoltà si dedica allo studio con grandissima tenacia e passione, non perdendo occasione di deliziare amici, parenti e compagni mostrando i suoi progressi.
Al termine dei tre anni è l’unico studente della classe che conserva ancora un interesse per la musica.
Folgorato da un libro sull’elettricità accantona il violino e s’iscrive all’istituto tecnico, per andare alla scoperta di quel mondo che lo affascina così tanto.
In cinque anni smonta 65 elettrodomestici, brucia il pavimento di casa, una pianola elettrica e il dito di un fratello con alcuni accidentali corto circuiti.
Il padre, preoccupato per la sicurezza della famiglia, installa un salvavita nell’impianto elettrico della casa, che un pomeriggio d’estate manda a fuoco la cantina per una distrazione durante il calcolo della sezione dei cavi.
Nel frattempo s’impegna anche sul fronte sportivo: vince per quattro anni consecutivi la corsa campestre della scuola e s’iscrive nella Pro Patria atletica, con la quale arriva a correre alcune finali dei campionati italiani, due corse internazionali e una corsa competitiva alla festa del salame, dove si mette in mostra con una memorabile vittoria allo sprint correndo sulle mani.
A 16 anni compie la curiosa impresa di scalare i 4810 metri del Monte Bianco in pigiama da letto, la stessa cima sulla quale suo padre invece è uno dei pochi a lasciare una firma con i propri rifiuti organici.
In collaborazione con la società delle guide valdostane pubblicano successivamente “Sentirsi a casa in montagna”, tuttora un saggio di riferimento nel settore.
Si diploma con il massimo dei voti nel 1994 e s’iscrive ad ingegneria elettronica, dove si laurea nella prima sessione dopo i 5 anni di studio, nell’ottobre 1999, con una tesi sull’utilizzo del transistor organico nella dieta macrobiotica.
Visti i brillanti risultati vince per tutti i 5 anni del corso di studi le borse di studio messe in palio dalla Samsonite.
Durante questi anni però la musica torna ad essere elemento chiave nella sua vita.
Rapito dai suoni ultradistorti della chitarra elettrica investe le borse di studio dell’università per l’acquisto di strumenti e amplificatori sempre più potenti, ed evita inoltre il fallimento della Otron, una piccola azienda costruttrice di tappi per le orecchie.
Dopo due soli anni di studio stabilisce il record della scala integrale di La minore in 11 minuti e 27 secondi.
Compone diversi pezzi con il gruppo dei Dammatrà, dove i lancinanti assoli heavy metal si fondono con le dolci melodie dei testi in dialetto milanese; i concerti nei locali di Milano sono eventi che lasciano un’indelebile traccia nella memoria, e soprattutto nei timpani, di chi li vive.
Riprende inoltre a suonare il violino e lo studio dei suoi effetti collaterali sulla salute del vicinato.
Con l’incredibile fascino di ingegnere inventore musicista intreccia relazioni con diverse ragazze italiane e di altri svariati paesi del mondo, ma dice no alla figlia della regina d’Austria in occasione di un viaggio a Vienna.
S’innamora di una pecora scozzese per la quale compone il celebre inno all’ovino, ma i suoi piani di matrimonio sono ostacolati a più riprese dalle corna di un caprone della contea di Aberdeen; tornato in patria riscrive il finale de “I Promessi Sposi”, pubblicato in tiratura limitata da una casa editrice valtellinese.
Sconvolge i progetti della Texas Instruments quando, mandato per una collaborazione a Dallas dall’azienda che ha la fortuna di assumerlo, trasforma un radar di sorveglianza marina in un tostapane con imburratore e dispensatore di marmellata automatici.
Grazie a lui l’azienda brevetta in seguito una serie incredibile di accessori per i velivoli ad elica, tutti di grandissimo successo, ultimo dei quali un rivoluzionario strumento per l’identificazione e il riconoscimento degli iceberg, utilizzato ora anche dalla marina cilena per il controllo dell’importazione illegale di ghiaccioli alla papaia verde.
Fondate voci di corridoio dicono che sia in questo momento alla ricerca di nuove esperienze.