Viaggi – Lapponia: un sogno bianco

Racconto di viaggio


Mi sono immerso in un sogno. Bianco e silenzioso. Dopo che viaggi in oltre cinquanta Paesi del mondo, credi di avere visto i luoghi più affascinanti del pianeta, da deserti a montagne, da oceani a vulcani, da savane a giungle tropicali. Nel grande nord hai già scorrazzato dalla Groenlandia alla Kamchatka, dall’Islanda alla Scandinavia. Poi ti ritrovi qui, tra colline completamente avvolte dal ghiaccio, dove il bianco è l’unico colore, che ha nascosto la foresta ai tuoi occhi. Il paesaggio forse più irreale che abbia mai incontrato. Sembra di entrare in un cartone animato, in un film fantasy, dove tutto è possibile. Invece è realtà. Un mondo sconosciuto, perché fuori dalle mete del turismo classico, e soprattutto perché per raggiungerlo devi camminare tutto il giorno nel freddo polare che ti morde la pelle. Il respiro si ghiaccia sul bavero e il vento ti arrossa il viso.
Sulle colline della Lapponia c’è un luccichio che riverbera tra gli abeti, come fosse una strana neve che cade anche con il sole. Sono microscopiche gocce di umidità che condensano e scintillano, sospese nell’aria. Congelate e spinte dal vento, si attaccano agni tronco e a ogni ramo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, fino a diventare tonnellate di ghiaccio che trasformano gli alberi in statue. Hanno forme a volte bizzarre, di creature o mostri, e fanno nascere leggende di troll che abitano l’inverno artico.
Quest’anno sono arrivato preparato. Mi sono allenato in montagna e con corse massacranti in salita alla montagnetta di Milano. Sono partito sprizzando energia. Passeggiare tutto il giorno tra queste colline, sprofondando nella neve fresca e senza fare alcuna fatica, trasforma il viaggio in pura felicità. Cammini attraverso arcobaleni, luci splendenti e a volte soffuse, immerso nel bianco più bianco che hai visto. Fai fatica a credere ai tuoi occhi. E quando la sera, sopra alla baita ai margini del lago gelato, l’aurora boreale illumina tutto il cielo da est a ovest, il sogno diventa magia.
L’ultimo giorno, dopo cena, rimani a fissare la mappa stesa sul tavolo. Il viaggio è finito, non c’è un’altra linea da tracciare per il cammino di domani. La neve e il bianco ti hanno conquistato, portato in una dimensione di pace interiore che non vorresti più mollare. Vai verso l’aeroporto e provi subito nostalgia. Ma sai già che ci tornerai.

Organizzazione del viaggio

Una settimana di trekking tra le colline del parco di Pallas-Yllästunturi, con racchette da neve (ciaspole) e guida locale.

Volo su Kittila, l’aeroporto più vicino al parco di Pallas. Consiglio di organizzare il viaggio con un’agenzia locale, che può fornire una logistica eccezionale a costi minori di agenzie viaggi straniere: hanno i loro rifugi di proprietà, oppure ne affittano dove serve, in posizioni superbe in genere sulle rive dei laghi ghiacciati. Si può viaggiare con racchette da neve oppure con sci da fondo. Nel primo caso il trekking passa sulle colline tra i “tykky” (alberi coperti di galaverna) con panorami aperti sulla Lapponia e i laghi gelati. Con gli sci da fondo si rimane più in basso e si coprono distanze maggiori, un viaggio quasi più sportivo che paesaggistico.

Con le ciaspole si cammina circa 15 km al giorno, che in neve fresca (anche con le ciaspole si affonda spesso) e un po’ di dislivello impegnano più che una semplice camminata. È meglio quindi arrivare ben allenati, anche perché fare trekking con temperature polari è più faticoso.

In genere i vari cottage sono spartani ma hanno sempre una “casetta sauna”, molto basilare ma di grande soddisfazione dopo una giornata a camminare tra la neve (e spesso vento, gelido!).

Il periodo migliore e febbraio, quando la galaverna ha già coperto tutto di ghiaccio e il rischio che sia già caduta è minore (al primo caldo in una sola notte il paesaggio può cambiare drasticamente)

Clicca qui per come vestirsi in inverno in Lapponia.

Clicca qui per il resoconto della spedizione invenale in Lapponia con tenda e pulka in Oulanka.

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