Viaggi – Scozia

Racconto di viaggio


Racconto di viaggio – Cartoline dalla scozia

La foto perfetta spesso non viene gratis. C’erano due fotografi con me che aspettavano il tramonto sul faro in fondo al promontorio, il Neist Point. Il vento soffiava sempre più forte, facendo ribaltare le macchine fotografiche sui treppiedi. I laccetti della mia giacca fremevano nell’aria. I rufoli di vento s’insinuavano nel mio collo, nelle maniche, nelle caviglie. Ho ingannato l’attesa e il freddo passeggiando lungo le scogliere. Mi sono arrampicato nel punto più alto. Altri tre passi e sarei finito in un volo d’angelo verso gli scogli dove s’infrangevano fragorosamente le onde. Ho continuato a camminare, inzuppandomi i piedi nella palude improvvisa. Sono tornato al faro. Mancava ancora un’ora prima che il sole raggiungesse l’orizzonte, e qualche grado in meno prima che le mie dita si paralizzassero.
Al diavolo lo scatto da copertina. Gli altri due, armati di macchine fotografiche, obiettivi e filtri professionali, forse quelle foto le avrebbero poi vendute. Io invece volevo una birra nel caldo di un pub. Ho scattato l’ultima foto con le dita irrigidite. Mi sono rihiuso in macchina, e solo lì mi sono accorto che tremavo. Ho guidato attraverso le stradine schivando le pecore. Il tramonto ha illuminato le praterie e le colline dell’isola di Skye. Ora la luce era perfetta per scattare. Ma non mi sono fermato. Sono arrivato al pub giusto in tempo, mentre il fiddler scaldava il braccio per la session musicale prossima ad iniziare.
E mentre sorseggiavo una scura artigianale sulle note dei reel scozzesi ho pensato ai due fotografi ancora là sulla scogliera in balia del vento e della notte incombente. Non mi sono pentito di non essere rimasto a fargli compagnia.