Viaggio in Namibia: itinerario con auto a noleggio

Itinerario di viaggio in Namibia con auto a noleggio

Itinerario di viaggio in Namibia – 16 giorni

Gli itinerari di viaggio in Namibia, con auto a noleggio o con un tour organizzato, toccano sempre gli immancabili deserto del Namib e il parco dell’Etosha. Non c’è ragione di fermarsi lì, ma vedere un po’ di più e includere il Fish River canyon, le riserve naturali, il Damaraland, Luderitz e Swakopmund. Imperdibile, per me, Sandwich Harbour a sud di Walvis Bay.

In genere i viaggiatori effettuano il loro itinerario in senso orario, finendo all’Etosha, mentre noi abbiamo fatto l’esatto contrario. Cambia qualcosa? direi proprio di no.

Il nostro itinerario è stato:

Windhoek non ha molto da vedere. Anzi, a dire il vero, nulla. Avendo il volo di arrivo alla mattina e quello di ripartenza la sera, non ci siamo fermati né all’andata né al ritorno.

Il viaggio in auto verso il parco dell’Etosha è piuttosto lungo, così abbiamo fatto una tappa al Waterberg Plateau. La deviazione dalla strada principale può valerne la pena se si hanno sufficienti giorni per il resto del Paese. Ci sono brevi trekking da cui ammirare il panorama sopra la pianura.

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Panorama dal Waterberg Plateau

Siamo rimasti all’Ethosa 2 notti, in totale un giorno pieno e due mezze giornate nel parco. Saremmo rimasti una notte un più ma per questioni di organizzazione del viaggio dovevamo arrivare a Swakopmund in una certa data e abbiamo dovuto accelerare i tempi. Dormire all’interno dell’Etosha è impossibile, se non prenotando diversi mesi prima. Fuori dall’Ethosa ci sono comunque delle sistemazioni non lontane dagli ingressi principali.

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Leonessa nel parco dell’Etosha

Damaraland: notte a Uis, per fare tappa lungo il viaggio dall’Ethosa a Swakopmund. Fantastici i panorami lungo la strada (abbiamo tagliato sulle sterrate senza fare la strada più lunga e veloce dall’Etosha)

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Strada nel Damaraland

Swakopmund: due notti con visita in giornata a Walvis Bay e Sandwich Harbour (gita organizzata in quanto è impossibile andarci con i propri mezzi)

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Walvis Bay: Sandwich harbour

Sesriem / deserto del Namib: Come per l’Etosha, è impossibile dormire all’interno del parco del Namib, se non prenotando in anticipo (anche un anno). Anche i campeggi vicino a Sesriem sono spesso pieni. Noi siamo stati all’Agama River Camp e poi due notti all’Hammerstein lodge che offre alcune piazzole per il camping. La strada da Svakopmund a Sesriem è un susseguirsi di paesaggi al limite dell’incredibile, specie quando finisce il deserto e si aprono vallate dai colori irreali. Conviene arrivare a Sesriem nel pomeriggio così il sole è alle spalle e i panorami splendono. Una delle cose più belle viste in Namibia. A saperlo prima, ci avrei fatto una notte in uno dei camping o “farm” lungo la strada a qualche decina di chilometri da Sesriem. Dall’ingresso del parco del Namib desert ci sono altri 60 km per il Sossousvlei, quindi il viaggio dal campeggio era piuttosto lungo. Il secondo giorno di deserto abbiamo preso il giro largo per passare attraverso la NamibRand Nature Reserve, dai larghi paesaggi di colori saturi, dal giallo al viola. Nel deserto del Namib conviene evitare la Duna 45 all’alba e andarci nel pomeriggio quando non c’è più quasi nessuno. Lo stesso per Hidden Vlei che, indicato con un solo cartello al parcheggio, non è facilissimo trovare, specie se il vento cancella le tracce sulla sabbia. Siamo andati al pomeriggio e, con grande sorpresa, non c’era nessun altro turista in giro, mentre il vento soffiava fortissimo cancellando le tracce alle nostre spalle e alzando strisce di sabbia dai bordi delle dune. Vale la pena salire alla duna “Big Daddy”, sopra al Dead Vlei, la seconda più alta dell’intero deserto. Il Dead Vlei per me è il luogo più affascinante, della zona e forse della Namibia intera. Con il 4×4 inserito e a volte la marcia ridotta, siamo riusciti a guidare fino al Sossousvlei senza dovere prendere la navetta, con una mezza insabbiatura all’andata (non avevo sgonfiato le gomme e la guida è stata piuttosto difficile).

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Tramonto tra le dune del Namib

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Attraverso la NamibRand Nature Reserve

Namib Biosphere Reserve: una notte in un campeggio lungo la strada. Meriterebbe passarci almeno due notti fermandosi in una “farm” (fattoria), che però va prenotata in anticipo. Le guide della Namibia parlano poco di questa zona, ma la D707 è una delle strade più belle attraverso paesaggi di bellezza e colori unici.

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Namib Biosphere Reserve

Ludertiz: due notti per vedere i dintorni. Luderitz è una cittadina piuttosto squallida, spesso spazzata da un vento inclemente. Gita in mattinata alla Halifax island, l’isola dei pinguini. Li si vede da vicino ma la barca non attracca sull’isola. Durante il viaggio abbiamo avvistato delfini, foche e intravisto due balenae La colonia di pinguini è molto nutrita, peccato non potere scendere a riva. Kolmanskop è a 10 km da Luderitz verso est, città mineraria abbandonata a metà del secolo scorso e andata in rovina, assediata dal vento e dalla sabbia. Luogo eccezionale per fotografi. Conviene girarlo da soli mentre chi fai il giro organizzato (incluso nel costo del biglietto) rimane in gruppo e lascia il resto del sito semideserto.

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La dove una volta c’era una città – Kolmanskop

Fish river canyon: 3 notti anche se potevano bastarne 2. Prima notte sul lato orientale del canyon, con favoloso punto panoramico a Hobas, dove si può dormire. Meglio alla mattina con il sole alle spalle. Seconda e terza notte sul lato occidentale del Fish River canyon, presso il Fish River lodge, che organizza la seconda notte in tenda in fondo al canyon dopo un trekking di circa 15 km, che dal bordo del canyon scende fino al fiume Fish, che in stagione secca (inverno) non scorre ma rimangono molte pozze turchesi affollate di pesci. Percorso affascinante in ambiente libero e selvaggio. Si avvistano erbivori (antilopi e springbok) e babbuini.

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Hell bend, fish river canyon

Mariental: Abbiamo spezzato qui il lungo viaggio per tornare a Windhoek fermandoci una notte. La cittadina è giusto un reticolo di strade e case. Lì intorno però c’è una riserva e l’inizio del deserto del Kalahari che potrebbero meritare una visita se si hanno più giorni.

Noleggio auto: tutto quello che c’è da sapere per il self drive in Namibia

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Abbiamo guidato una macchina Toyota Hilus 4×4, con tenda sul tetto e equipaggiamento da campeggio (frigorifero, sedie, tavolo, fornello a gas, pentole e stoviglie, sacchi a pelo, lampada a batterie), noleggiata a Windhoek. Conviene prenotare l’auto almeno 2/3 mesi in anticipo per avere più scelta. Le strade sono sempre segnalate benissimo, non serve il GPS a parte forse per orientarsi a Windhoek. Solo la direttrice principale B1 / B4 è asfaltata, mentre il resto è tutto sterrato, in genere in buone condizioni. I limiti di velocità in Namibia sono piuttosto alti, e molti turisti finiscono fuori strada ribaltandosi con l’auto con il baricentro alto. La nostra compagnia di noleggio ha installato una scatola nera che avvisava se si superavano gli 80 km/h su sterrato (il limite è 100 km/h). Guidando al massimo a 80 km/h, non si rischia nulla. Le strade sterrate sono in genere larghissime e sembra di potere spingere, ma a volte lo sterrato diventa improvvisamente sabbia e il passaggio è molto insidioso. Così come le numerose grandi cunette dove non si vede cosa c’è oltre, o i tratti sconnessi dove bisogna non andare troppo piano per non sobbalzare troppo ma nemmeno troppo veloce. Ad ogni modo, se si guida con un po’ di prudenza si viaggia alla grande.

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Noi avevamo due ruote di scorta (mai avuto una foratura) e serbatoio di benzina da 160 litri. Distributori se ne trovano spesso, basterebbe tranquillamente 125 litri e anche con 80 ce la si può fare (stando attenti a rifornire ad ogni occasione).

Una domanda a cui non avevo trovato risposta: dove mi fermo a campeggiare se ho la mia auto con la tenda sul tetto? In teoria ci si potrebbe fermare ovunque (fuori dai parchi Etosha e Namib desert) perché l’auto è dotata di tutto il materiale per il campeggio, ma in pratica conviene dormire nei campeggi che forniscono servizi, acqua, corrente elettrica, posto per il fuoco, e in genere una lampada nella piazzola. Contando che il sole tramonta sempre preso, il campeggio selvaggio ha come svantaggio, oltre non avere i servizi, quello di ritrovarsi al buio molto presto la sera.

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Per noleggiare l’auto serve la patente internazionale (convenzione di Vienna), ma una volta noleggiata per guidarla basta la patente italiana. Ai posti di blocco che a volte si incontrano a noi non hanno mai fatto storie.

Serve davvero la tenda sul tetto? In teoria no, perché nei campeggi si può montare una tenda normale senza problemi. La tenda sul tetto è comoda per il montaggio velocissimo, come contro ha che se si dorme due giorni nello stesso posto e ci si muove in auto, va smontata e rimontata comunque. Ragni, scorpioni e serpenti non sono un problema in stagione secca, quindi la tenda per terra non ha problemi nemmeno per chi li teme. A Swakopmund e sulla costa, in genere ventosa e umida, la tenda sul tetto permette di stare lontano dal terreno bagnato.

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Noleggiare un 4×4 è invece fondamentale. C’è chi affitta una normale macchina, ma li ho visti sobbalzare come sulle giostre sulle strade sterrate brutte, mentre con il 4×4 sfrecciavamo a 80 km/h non sentendo quasi le asperità del terreno nel quale affondavano le auto normali. Inoltre non ci sono problemi di sassi e buche, oltre alla velocità molto maggiore alla quale si riesce a guidare. Un 4×4 infine è progettato per condizioni estreme, e resiste ai colpi molto meglio di un’auto pensata per la città.

Guidare in Namibia è fantastico: permettere di fermarsi dove si vuole nei paesaggi incredibile che s’incontrano, dà una grande sensazione di libertà e autonomia totale. Da fare.

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Cibo in Namibia

La Namibia non è di certo un viaggio culinario. La cucina Namibiana offre pochi piatti con i pochi ingredienti che ci sono a disposizione.

Guidando un’auto a noleggio, si deve fare scorta di cibo nei pochissimi supermercati del Paese, in genere nelle “grandi” città. Soprattutto verdura e frutta fresca, introvabili fuori dai centri abitati più grandi. In Namibia in generale non si mangia molto bene, e nei menu dei ristoranti non servono i veri piatti namibiani, bensì menu “tedeschi”, “fish and chips”, patate fritte. Solo i lodge offrono cibo cucinato molto bene. Conviene quindi cucinare e concedersi il ristorante nei centri più grandi. Ottimi quelli di Windhoek (provato solo un pranzo in un bel ristorante) e Swakopmund. Già a Luderitz, più piccola, la cucina è pessima anche nei vari ristoranti. Per il pranzo, in genere ci arrangiavamo a panini con avocado (si trovano molto buoni nei pochi supermercati), formaggio e pomodoro. Il pane è più facile trovarlo, ma non sempre. Meglio avere sempre delle scorte.

Al ristorante o nei lodge conviene provare la selvaggina, davvero favolosa quando cucinata bene.

 

Fotografia in Namibia

La Namibia è uno dei viaggi di maggiori soddisfazioni per la fotografia. Viaggiare in Namibia però vuole dire viaggiare nel vento e nella sabbia. Sarà molto facile trovarsi con il sensore della macchina fotografica pieno di polvere o sabbia finissima, per cui è meglio attrezzarsi con il kit per la pulizia del sensore e degli obiettivi. Io in un caso ho ricorso al compressore in dotazione nell’auto a noleggio per soffiare via lo sporco dal sensore e dalle ghiere della macchina fotografica.

In genere nei campeggi c’è la corrente elettrica, ma non sempre funziona, quindi è meglio una batteria di scorta. Per gli obiettivi, essendoci grandi paesaggi e animali selvaggi, serve un grande range dal grandangolo al super teleobiettivo.

Anche qualche filtro ND o polarizzatore può essere utile in qualche caso, oltre al treppiede. Utile il monopiede per la gita in barca o per eventuali foto da una jeep in movimento.

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–> Foto e racconto del viaggio in Namibia

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