Viaggi – Isole Faroe

Racconto di viaggio


Racconto di viaggio – Isole Faroe

Nel pub di Klaksvik la birra scorre a fiumi. Fuori il vento rovescia secchiate di pioggia sul villaggio. I marinai sono raccolti intorno al bancone. Mani grosse e ruvide rovesciano un barilotto in pelle sul bancone, con un colpo secco. Il prezzo della pinta lo decide il lancio di dadi. Se sei fortunato la birra è gratis. I bicchieri si svuotano in fretta, di sottofondo risuonano riff di rock duro anni ‘80. Il barista continua a spillare. Rimpiazza i bicchieri vuoti con nuove pinte che traboccano schiuma. Alcuni mariani sono appena tornati da diversi mesi di pesca nei mari della Russia. Rovesciano altri dadi sul bancone.
Quello vicino a me ha 53 anni e mi dice di essere vecchio. Ha tre figli e finché ha le forze continuerà a uscire in mare. La pesca è sempre abbondante e la paga ottima. Nel villaggio però la gente i soldi non li usa. Ci si conosce tutti e si scambiano i lavori.
“Voi oggi usate Facebook e Instagram. La gente sui social ha soltanto successo. Non è umano. Abbiamo anche delle debolezze, sono parte di noi. E poi, chi vuole essere amico di chi ha solo successo?”. Penso alla mia giornata di oggi qui alla Faroe, che di successo ne ha avuto davvero poco. Il cielo livido di nuvole prometteva poco. Come sempre del resto. Qui il sole si conta a minuti. Ho iniziato a camminare sotto una pioggia leggera e sottile.

“Tanto sono completamente impermeabile”, ho pensato chiudendomi i vari strati in goretex. Ho iniziato a risalire la montagna, facendo affidamento al detto qui più in voga: “se il meteo non ti piace, aspetta cinque minuti”. Quello che non si dice è il finale. Cioè, che dopo quei cinque minuti potrebbe anche peggiorare. Sono in cresta, il vento aumenta sempre di più. A volte le folate quasi mi spostano di peso. L’acqua si abbatte come in una doccia. Però è gelida. Inizio a sentire i piedi bagnati.

“Forse l’acqua sta entrando dalle caviglie. Le mie scarpe sono impermeabili. Io sono completamente impermeabile”, continuo a ripetermi. In realtà ho anche l’impressione che i miei pantaloni sotto al k-way inizino ad essere bagnati. Mi illudo che sia solo il freddo, ma il tessuto si appiccica alla pelle. Poi anche le spalle diventano umide. Il dannato materiale tecnico non funziona in queste condizioni. Ma allora perché lo vendono come impermeabile a tot migliaia di millimetri di pioggia se poi ti ritrovi tutto bagnato?! Inizio a scendere. Nei momenti in cui si apre un po’ la nebbia che mi avvolge, vedo il villaggio piccolino, laggiù in fondo.

“Perché mi sono cacciato qui con questo tempo? Perché certo, sono completamente impermeabile”.
La pioggia, invece che cadere a terra, viaggia orizzontale. Io affretto il passo, scivolo giù per i prati in mezzo alle pecore, che mi guardano con i loro musi sinistri mentre perdono il pelo invernale. Sono sempre più fradicio. Arrivo giù battendo i denti, bagnato e infreddolito. Apro la macchina. Il vento ulula spingendo fuori la portiera. Io salto dentro senza pensarci. Mi siedo con tutta la roba addosso, bagnando così anche il sedile. Pessima idea. Il viaggio verso Klaksvik è penoso. La ragazza della pensione mi accoglie. “Ben arrivato”. Poi mi scruta per un attimo e mi chiede: “Tutto bene?”. “Più o meno. C’è una doccia calda?”

Organizzazione del viaggio alle Isole Faroe

Viaggio di giugno, nel momento con le giornate più lunghe, quando la notte non c’è, ma solo un crepuscolo per qualche ora.

Ho prenotato il volo aereo e le notti. Alberghi e guesthouse sono pochi e costosi, quindi ho dovuto prenotare in anticipo.

Noleggio auto alle Isole Faroe

Alle Faroe non esiste imbroglio o criminalità. Ho noleggiato un auto dalla compagnia forse più economica (WAAG). Tutto è andato benissimo, e quando l’ho portata indietro non hanno nemmeno controllato se ci fossero dei segni. Mi hanno anche accompagnato in aeroporto che dista qualche chilometro dall’autonoleggio. Alle Isole Faroe non c’è traffico e le strade sono ottime. In giorni di bufera sulla strada si possono trovare massi rotolati giù dalle montagne e pezzi di legno vicino ai villaggi. C’è qualche strada piccola, a single track, con le piazzole per fare passare gi altri. Anche le gallerie più piccole sono molto buie e single track, con delle piazzole interne alla galleria. I tunnel che collegano le isole di Vagar a Stremoy ed Eysturoy a Bordoy sono a pagamento (si paga direttamente all’auto noleggio alla riconsegna).

Itinerario del viaggio alle Isole Faroe

Il mio itinerario, di 10 giorni, è stato:

– Sorvagur: paesino senza nemmeno un pub. Solo un caffé (chiuso quando ero lì io) e un piccolo supermercato

– Mykines: 2 giorni pieni su una delle isole più affascinanti, con il faro, le puclinelle di mare, sule, gabbiani e vari uccelli, atmosfera selvaggia e quasi disabitata

– Sorvagur, di passaggio solo per la notte

– Torshavn, due giorni per visitare Stremoy ed Eysturoy: i villaggi di Saksun, Tjornuvik, Gjogv, qualche trekking

– Klaksvik: due giorni per visitare le isole a nord, Kalsoy, Bordoy e Vidoy, i vari villaggi (Trollanes, Mikladalur, Vidareidi, Muli) e qualche trekking al faro Kallurin in fondo a Kalsoy e sulla montagna sopra Vidareidi.

– Torshavn, tre notti, per visitare cosa mancava di Stremoy ed Eysturoy e tornare in qualche posto visto con troppa pioggia.

Tekking alle Isole Faroe

Ci sono mille possibilità di trekking alle isole Faroe. Spesso i sentieri sono segnati male o poco, e in genere seguono la massima pendenza per raggiungere la cima. Alcuni turisti ogni anno si cacciano in grossi guai su percorsi non segnati e improvvisamente avvolti dalla nebbia (dal sole pieno alla nebbia e pioggia possono passare pochi minuti). Una ottima fonte è questo sito di trekking alle Faroe.

2 comments on “Viaggi – Isole Faroe

  1. Ciao Marco, sono in partenza per le Faroe e dopo avere studiato mappe e guide cerco altri spunti sui blog. Dopo avere letto il tuo capisco di dover rivedere la valigia…
    Ottimo il sito di hiking suggerito, accattivante il racconto di viaggio e bellissime le foto!
    Grazie 🙂

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