Racconti dal Grande Nord

RACCONTI DAL GRANDE NORD

Viaggio alle alte latitudini

Il mio secondo libro, “RACCONTI DAL GRANDE NORD – Viaggio alle alte latitudini”, edito da Polaris, è in corso di pubblicazione.

Il libro è il diario delle mie esplorazioni nel grande nord, nelle regioni artiche e subartiche: Canada, Groenlandia, Islanda, Isole Faroe, Scozia, Norvegia, Lapponia, Kamchatka (Siberia orientale).


Libro racconti dal grande nord viaggio alle alte latitudini copertina

“Sorvagur, isola di Vagar, domenica mattina. La cittadina è ancora addormentata, come ieri del resto. Non c’è sabato sera o giornata di festa che svegli il villaggio dal suo torpore. Le case colorate disegnano una semiluna sulla baia silenziosa. La marea si è ritratta, ha lasciato un banco di sabbia bagnata e una barca in secca. La chiesa è dipinta di nero, circondata da un prato d’erba incolta, puntellato dai sassi delle lapidi, conficcati qui e là nel terreno. Insieme al campo da calcio sono la prima cosa che si incontra risalendo la spiaggia. Per le vie non incontro nessuno, mentre nuvole basse e irregolari schiacciano l’orizzonte a terra. Tutto è coperto da goccioline di umidità.”

Alle Isole Faroe ho viaggiato da solo. Ho scritto il capitolo del libro seduto sulla cima di una montagna mentre un timido raggio di sole s’infilava tra le nuvole, oppure in macchina, davanti al porticciolo, chiuso dentro in attesa che il temporale deflagrasse oltre la baia, ma anche nel salotto della mia ospite nella capitale, rintanato al caldo mentre i lampioni vibravano al vento e non mi azzardavo a uscire.

Immaginavo il momento in cui il libro sarebbe stato completo. Ripensarci ora è strano, perché sono nel mio salotto e fuori, invece che vento e neve, c’è aria di smog. Gli iceberg della Groenlandia sono lontani, così come i silenzi bianchi della Lapponia, i vulcani e gli orsi della Kamchatka, gli spazi senza confine del Canada, i promontori della Scozia e della Norvegia, i paesaggi surreali dell’Islanda. Anche se il libro è ora completo, i miei viaggi nel grande nord sono tutt’altro che finiti. Da quando mi sono immerso nella natura del grande nord, c’è una voce che mi continua ad attirare verso quelle terre del vento e della neve.

 


Itinerari dei viaggi trattati nel libro:

Canada: dal Columbia Britannico verso nord, prima con una piccola auto, poi con un vecchissimo camper Volkswagen, fino allo Yukon, e poi sempre a nord, lungo la Dempster Highway, oltre il circolo polare fino al mare glaciale artico, e ritorno, passando di sfuggita dall’Alaska prima di riprendere la via verso il Canada.

Lapponia: il primo viaggio, in tenda, in inverno, trascinandomi una slitta con equipaggiamento da campeggio e cibo. Un viaggio lento, di una settimana, nei silenzi della neve, al confine tra Finlandia e Russia. Il secondo viaggio, sempre zaino in spalla e con racchette da neve, sempre nel cuore dell’inverno finlandese, vicino ai confini con Svezia e Norvegia, organizzato da una famiglia di lapponi e dormendo nelle loro baite sulle sponde dei laghi ghiacciati, nel parco di Pallas-Yllastunturi.

Groenlandia: un viaggio attraverso i fiordi, gli iceberg, facendo trekking sulla calotta polare e sulle montagne che occupano la sottile striscia di terra scongelata tra il mare e i ghiacciai perenni.

Islanda: un viaggio in auto, vicino al solstizio d’inverno, quando il sole sorge per sole quattro ore al giorno, e la luce dell’alba si fonde con quella del tramonto. Il momento dell’anno in cui l’Islanda regala il meglio di sé!

Isole Faroe: il capitolo meglio riuscito del mio racconto. Isola di Vagar, Mykines, Streymoy, Eysturoy, Kalsoy, Bordoy e Vidoy, tra trekking in mezzo alla natura incontaminata e pub dove i marinai raccontano le loro storie e la Storia del loro Paese.

Norvegia: Da Tromso a Capo Nord, per poi ridiscendere alle isole Lofoten, in estate.

Scozia: in primavera, da Edimburgo verso l’Isola di Skye, il fulcro del mio viaggio attraverso le Highlands.

Kamchatka (Siberia orientale): atterrato a Petropavlovsk, ho girato principalmente in tenda, facendo trekking sui vulcani e scendendo il Bistraya in rafting per alcuni giorni, tra gli orsi che pescavano salmoni sul fiume.